Categoria: 6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

Lo scorso 20 giugno il Comitato Nazionale per la Bioetica ha pubblicato un documento di sintesi relativo agli aspetti etici e giuridici riguardanti ricerca, diagnosi e cura della demenza e della malattia di Alzheimer. Nel documento il Comitato sollecita il governo a migliorare la qualità e l’integrazione dei servizi sanitari e sociali e invita la società italiana nel suo insieme a prendersi maggiori responsabilità nei confronti del malato di demenza, riconoscendolo come persona a tutti gli effetti, durante tutto l’arco della malattia. Oltre a includere una breve una panoramica epidemiologica sulla malattia a livello internazionale, la sezione scientifica riporta alcune questioni emerse recentemente nella letteratura scientifica sulla relazione tra sintomatologia e aspetti clinico-patologici del declino cognitivo e sull’evoluzione del “concetto di demenza” e le più recenti definizioni dei diversi stadi della malattia. A questo proposito, il Comitato fa riferimento anche al position paper pubblicato nel 2012 dalla Società Italiana di…

4. Letture consigliate, manuali, risorse 5. Tecnologie per la demenza 6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

La demenza è considerata a “esordio precoce” quando colpisce persone che hanno meno di 65 anni. La demenza è causata da una degenerazione cerebrale che può compromettere la capacità di pensare, comunicare, svolgere compiti quotidiani e ricordare. Anche la personalità, il comportamento e l’umore possono subire dei cambiamenti a causa del declino cognitivo. Non tutte le persone con demenza hanno gli stessi sintomi e vivono la malattia allo stesso modo. Le forme di demenza ad esordio precoce possono essere rare e difficili da riconoscere. Le persone che ne sono colpite possono rifiutarsi di andare dal medico per accertamenti perché non riescono ad accettare che ci sia qualcosa in loro che non va. Nonostante le persone più giovani abbiano sintomi simili agli anziani con demenza, l’impatto della malattia nella loro vita è decisamente diverso.

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

  L’impatto di una demenza irreversibile e progressiva modifica la nostra capacità di percepire e gestire l’ambiente di vita e le relazioni con le persone che ci circondano. Una demenza può alterare radicalmente come interpretiamo quello che vediamo, sentiamo, percepiamo e proviamo a livello emotivo. In particolare una demenza può: Farci dimenticare… Dove mettiamo le cose Un evento accaduto recentemente Parole o azioni che abbiamo appena detto o svolto Il nome di persone, anche se queste ci sono molto vicine o care … accentuando i ricordi di eventi passati Alterare il nostro modo di ragionare, imparare e percepire… Rendendo confusi e difficili concetti astratti come il denaro Compromettendo la capacità di anticipare le conseguenze di un’azione Rendendo difficile apprendere nuove abitudini, luoghi, concetti, persone o oggetti Facendoci confondere i motivi o le fantasie decorative sul pavimento o sul tappeto, scambiandoli per vuoti o buchi neri pericolosi.

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

La demenza non è un destino ineluttabile. Anche se con l’avanzare dell’età il nostro corpo e il nostro cervello tendono a invecchiare, la maggioranza delle persone anziane rimane in totale possesso delle loro capacità mentali o soffre di deficit cognitivi lievi. Ad oggi non si conoscono misure definitive per prevenire la demenza. Un cervello sano è capace di reagire meglio alla naturale riduzione delle facoltà mentali che può manifestarsi con l’età avanzata costruendo una riserva cognitiva che ritardi o contrasti l’insorgenza di lesioni e processi degenerativi. Oggi la scienza parla di cervello plastico che si può allenare a tutte le età.  Numerosi studi mostrano che nelle persone mentalmente attive i processi degenerativi sono meno evidenti e si manifestano più tardi, si riprendono meglio da lesioni e traumi, e dispongono di maggiori riserve cognitive per compensare l’invecchiamento cerebrale. Perché il nostro cervello resti sano e attivo il più possibile è importante…

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

 

Ken Clasper
Ken Clasper, 66 anni. Ha ricevuto la diagnosi di demenza a poco più di 50 anni.

I sintomi di una demenza dipendono dalle cause della malattia e dall’area del cervello che è stata compromessa. Quando la causa è la malattia di Alzheimer, la perdita di memoria è uno dei primi sintomi che tende a manifestarsi con diversa intensità a seconda della gravità della lesione cerebrale.

A questo proposito è necessario fare una precisazione: la perdita di memoria dovuta a una demenza è molto diversa da una semplice dimenticanza. Innanzitutto non è occasionale, ma è persistente e progressiva; inoltre ha spesso un impatto significativo sul modo in cui svolgiamo un lavoro o un’attività. Ad esempio può farci dimenticare la strada di casa. Oppure, negli stadi della malattia più avanzati, può farci dimenticare come ci si veste o ci si fa la doccia.

Oltre alla perdita della memoria, altri sintomi possono includere:

  • Difficoltà nel ricordare eventi recenti.
  • Incapacità di riconoscere persone e luoghi.
  • Difficoltà nel trovare la parola giusta per esprimere concetti o per indicare oggetti.
  • Difficoltà nel fare calcoli.
  • Difficoltà nel pianificare e portare a termine compiti, come seguire una ricetta, prendersi cura della contabilità domestica o scrivere una lettera.
  • Difficoltà di giudizio, come ad esempio sapere cosa fare in caso di emergenza.
  • Difficoltà nel controllare l’umore o il comportamento. La depressione è un sintomo comune. Anche agitazione e aggressione possono manifestarsi durante il corso della malattia.
  • Difficoltà nel prendersi cura di sé, incluso lavarsi e vestirsi in maniera appropriata.

Alcuni tipi di demenza hanno sintomi specifici. Ad esempio, le persone con demenza Corpi di Lewy spesso hanno allucinazioni molto vivide e dettagliate e possono cadere

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo