Categoria: 7. Prevenzione e longevità

E’ sempre un enorme piacere riportare buone notizie in questo blog. Nelle ultime settimane ne ho scovate ben due che restituiscono un po’ di speranza e senso a chi sta invecchiando e ha paura di ammalarsi di demenza. La prima notizia viene da Pistoia, o meglio a riportarla è stato Enrico Mossello, un ricercatore dell’Università di Firenze nel suo intervento durante il convegno nazionale sui centri diurni tenutosi il 15 e 16 maggio scorsi. Secondo Mossello alcuni recentissimi studi condotti in Gran Bretagna, Stati Uniti e Svezia hanno rilevato che negli ultimi anni la percentuale di ultraottantenni che soffrono di demenza si è ridotta. In particolare, gli studi dimostrano che gli 80enni di oggi invecchiano meglio, sia fisicamente che mentalmente, e quindi sono meno esposti al rischio di declino cognitivo. Questo è un dato importante perché gli 80anni in ambito medico sono considerati il “giro di boa” nelle forme più…

7. Prevenzione e longevità

A proposito di mens sana in corpore sano, oggi condividiamo l’articolo pubblicato lo scorso 11 maggio sulla rivista “Panorama” sul ruolo che gioca una dieta mediterranea sana ed equilibrata – in questo caso ricca di olio extravergine e frutta secca – sulla salute del nostro cervello. Buona lettura! ————- Dieta mediterranea: fa bene anche al cervello Olio extra vergine o noci aiutano a ridurre il deterioramento della memoria e di altre funzioni cognitive di Marta Buonadonna Integrare la dieta mediterranea prevalentemente vegetariana con olio extra vergine di oliva o un mix di frutta secca, entrambi ricchi di antiossidanti, aiuta a migliorare la funzione cognitiva secondo i risultati di uno studio condotto sugli anziani in Spagna e pubblicato su JAMA Internal Medicine. La ricerca dimostra che esiste un’associazione tra le abitudini alimentari e le prestazioni cognitive. Associazione virtuosa da dimostrare Allo stress ossidativo (l’incapacità del corpo di liberarsi da solo dalle…

7. Prevenzione e longevità

View image | gettyimages.com Nelle scorse settimane abbiamo parlato del ruolo che il sonno ha sulla nostra memoria e sull’invecchiamento cerebrale. Dato l’elevato numero di persone che purtroppo non riescono a dormire bene o in quantità sufficiente, ritorniamo sull’argomento per approfondirne alcuni aspetti importanti e proporre alcuni consigli non-farmacologici. Perché è importante dormire? Come abbiamo già accennato, la qualità e quantità del sonno ha un impatto rilevante su come ci sentiamo durante la giornata. Mentre dormiamo, il nostro cervello elabora ricordi e informazioni. Una buona nottata di sonno fa bene all’apprendimento, alle nostre capacità di attenzione e di prendere decisioni, e alla nostra creatività. Nei bambini e negli adolescenti, il sonno è inoltre fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Non dormire bene può avere un impatto sulle nostre capacità cognitive e sul nostro umore, può farci sentire stanchi, e può perfino mettere a rischio la nostra vita, esponendoci al…

7. Prevenzione e longevità

Oggi vi segnalo un articolo apparso qualche giorno fa sul blog di Pierangelo Garzia, Neurobioblog, connessioni cervello, mente e corpo, e che riguarda la relazione tra cuore e cervello e l’impatto delle nostre emozioni sulla nostra salute e longevità. Come sottolinea Gianfranco Parati, primario di cardiologia all’Istituto Auxologico di Milano e ordinario di malattie dell’apparto cardiovascolare all’Università di Milano-Bicocca, “non c’è cuore senza cervello”.  In altre parole, la stretta connessione tra cervello e mente non passa solo attraverso il nostro sistema nervoso, ma è anche fortemente influenzato da come reagiamo emotivamente a tutto ciò che viviamo nella nostra vita quotidiana: … un sussulto emotivo della mente, e quindi del nostro sistema nervoso, ha immediate ripercussioni sul sistema circolatorio e sul cuore. Alcune persone sono più sensibili e reattive di altre. Sono quelle che da sempre definiamo più emotive. Sono anche più soggette allo stress. Meno in grado di gestirlo e…

7. Prevenzione e longevità

Qualche settimana fa sono circolati sui giornali i risultati di alcuni studi che hanno messo in luce il ruolo della qualità del sonno sull’invecchiamento cerebrale. Il primo studio della Baylor University ha messo in evidenza che un sonno corretto in gioventù e in mezza età aiuta la memoria e l’apprendimento, ma quando si superano i settanta, ottanta e novanta anni – quando di solito non si dorme più così tanto o così bene – il sonno non è più legato alla memoria. (Fonte: Associazione Alzheimer Riese Pio X°) Il sonno profondo, chiamato «onda (cerebrale)-lenta-di sonno», aiuta la memoria prendendo pezzi di esperienze del giorno, rivivendole e rafforzandole per recuperarle meglio in seguito. “Fissare” i ricordi nella nostra memoria è fondamentale per le nostre capacità di apprendimento ed è funzionale ad alimentare la nostra riserva cognitiva. Uno studio pubblicato l’anno scorso  sulla rivista Science, ha evidenziato infatti che dormire dopo aver…

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo 7. Prevenzione e longevità