Diagnosi e assistenza per la demenza: nuova mappa delle strutture pubbliche italiane

Osservatorio demenze

E’ online la nuova mappa delle oltre 2500 strutture sanitarie e socio-sanitarie italiane preposte alla diagnosi e all’assistenza post-diagnosi per tutte le tipologie di demenza – incluse quindi la malattia di Alzheimer, la demenza frontotemporale, la demenza con corpi di Lewy, la demenza vascolare, ecc.

La nuova mappa, realizzata dall’Osservatorio delle demenze del Ministero della Salute, consente una ricerca per tipo di servizio, per Regione e Province. Oltre agli indirizzi con relativi recapiti telefonici, per (quasi) ogni struttura sono indicate anche informazioni relative ai nomi dei referenti, gli orari di apertura e la modalità di accesso.

L’indirizzo per accededere alla consultazione è: http://www.demenze.it/PUB/Centri.aspx

A titolo informativo, ricordiamo che le principali tipologie di servizio nazionale per la diagnosi e l’assistenza delle persone con demenze sono:

  • Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD): Servizi deputati alla Valutazione, diagnosi e trattamento dei disturbi cognitivi e demenze. Fanno parte di questa rete anche le strutture istituite nell’ambito del Progetto CRONOS, note con il termine “Unità Valutative Alzheimer –U.V.A.”. Nell’ambito del Piano Nazionale Demenze le U.V.A. sono ora denominate a livello nazionale come CDCD. Da notare che ogni Regione o ASL utilizza termini diversi per indicare la stessa tipologia di centro diagnostico. Ad esempio nella Regione Veneto questo tipo di prestazioni vengono svolte dai “Centri di Decadimento Cognitivo” nell’ambito della Rete Alzheimer regionale. Altrove potrebbero essere chiamati “Centro Demenze”, “Ambulatorio UVA”, “Centro Territoriale Alzheimer”, ecc.
  • Centri Diurni/ Centri Diurni Integrati: Strutture socio sanitarie semiresidenziali, pubbliche e/o convenzionate o a contratto, che accolgono persone con demenza. Il termine “semiresidenziale” si riferisce al fatto che gli utenti permangono solo per alcune ore durante il giorno e poi ritornano a casa. La durata della permanenza è temporanea e determinata in base ai bisogni dell’ospite e del suo caregiver, nonché finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo previsto dal progetto e degli obiettivi da realizzarsi dopo la dimissione. Si accede su indicazione dell’Unità Valutativa Alzheimer (UVA) in accordo con l’Unità Valutativa Multidisciplinare /Multiprofessionale (UVM) del Distretto, comprendente la presenza del geriatra, con Piano Assistenziale Individualizzato (PAI), condiviso con la famiglia. Il Piano Individuale di Assistenza (PAI) – a volte chiamato anche “Piano Assistenziale Personalizzato (PAP)” o con altri termini a seconda della Regione – definisce gli obiettivi e i risultati attesi nei termini di mantenimento o miglioramento dello stato di salute dell’utente non autosufficiente e individua il livello di complessità, la durata dell’intervento e le prestazioni sociosanitarie che dovranno essere erogate, nonché gli operatori che seguiranno l’utente.
  • Strutture Residenziali: Strutture sanitarie e socio sanitarie residenziali, pubbliche e/o convenzionate o a contratto, che accolgono persone con demenza. L’accesso è circoscritto agli utenti per il quale sia individuata la condizione di non autosufficienza e non assistibilità a domicilio. Gli utenti e le loro famiglie hanno diritto di scegliere il luogo di cura nell’ambito delle diverse opzioni offerte dalle strutture accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale. Poiché il sistema prevede prestazioni a diversi livelli di intensità di cura, l’accesso alle stesse e la prosecuzione del trattamento avviene sulla base di criteri oggettivi di Valutazione Multidimensionale (VMD) dei bisogni dell’utente. Per Valutazione Multidimensionale (VMD) si intende “la metodica che consente di definire il complesso integrato dei bisogni dell’ospite, con riguardo alle problematiche sanitarie, assistenziali, tutelari, psicologiche e socio-economiche”.

E’ infine importante ricordare che in linea generale per accedere a tutti i servizi sanitari e socio-sanitari sopra indicati è necessaria l’impegnativa dal parte del medico di medicina generale (chiamato anche medico di base o famiglia).

Fonti:

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