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Per ognuno di noi, comunicazione è relazione, con gli altri e con il resto del mondo. Per comunicare ci affidiamo a un immenso archivio di parole e significati accumulati ed elaborati fin dai primi giorni della nostra vita. Quando questa capacità viene meno a causa di una disabilità acquisita come quella che può causare una demenza, il nostro mondo di relazioni viene compromesso. Negli stadi più avanzati della malattia, comunicare con gli altri per esprimere tutto ciò che è importante o necessario, può diventare una fatica insormontabile. Senza le nostre parole, si innalzano muri di silenzio che danno vita a infinite combinazioni di sofferenza, rabbia, frustrazione e vergogna. Ecco perché quando i primi sintomi di un declino cognitivo colpiscono la nostra capacità di comunicare è importante correre ai ripari “allenando” il più possibile le capacità residue e identificando strategie che permettono di farsi capire nonostante le disabilità. A questo proposito,…

Informazioni per convivere (meglio) con una demenza

Oggi condivido un video prodotto dall’associazione Alzheimer Society of Ireland con le testimonianze di Sean e Helen, entrambi con una diagnosi di demenza. Ho scelto questo video perché tocca due degli argomenti più difficili riguardanti la demenza, vale a dire l’impatto della diagnosi e la paura di raccontare e accettare la malattia. Come dice Helen, colpita da Alzheimer ad esordio precoce all’età di 55 anni, l’Alzheimer – e tutte le demenze in generale – hanno un impatto devastante sia sulle famiglie che sulle persone che si ammalano di questa malattia. Ciononostante, per non cadere nell’oblio e nella disperazione, è importante non perdersi d’animo e cercare il più possibile di portare avanti le proprie attività e impegni quotidiani, trovando nuove strategie per aggirare i problemi derivanti dai deficit di memoria. Ci sono tante cose che si possono fare per continuare a vivere una vita degna di significato, c’è chi riscopre i…

Testimonianze di persone con demenza

Dopo aver parlato negli scorsi articoli di funzioni cognitive e tipologie di demenza, oggi vorrei proporre una serie di spunti utili che ho tradotto dal sito dell’associazione inglese “Alzheimer’s Society” per gestire i problemi di memoria più comuni. In linea di massima, i problemi di memoria più diffusi nelle persone con declino cognitivo sono: Tendenza a dimenticare i nomi di persone Difficoltà a ricordare esperienze o avvenimenti quotidiani Tendenza a smarrire per casa oggetti personali (chiavi, occhiali, ecc.) Difficoltà a seguire le istruzioni di una ricetta Difficoltà a seguire il filo del discorso nelle conversazioni Tendenza a dimenticarsi appuntamenti o date importanti (es. compleanni, visite mediche, ecc.) Perdersi in luoghi conosciuti o familiari. Ne approfitto per ricordare che l’impatto di un decadimento cognitivo varia da persona a persona. Questa variabilità dipende in parte dalla gravità del problema, in parte dalle risorse cognitive di chi ne è colpito e in parte…

Informazioni per convivere (meglio) con una demenza

Dopo aver parlato di funzioni mnemoniche e del ruolo dell’ippocampo, oggi proponiamo una serie di video in cui la Dott.ssa Laura Pirotta descrive le diverse forme di demenza e la relazione tra memoria e i sintomi più comuni causati dalla malattia di Alzheimer. Nel video riportato qui sotto, vengono presentate le principali cause di demenza in riferimento ai criteri per i disturbi neurocognitivi introdotti dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali DSM V: Demenze Primarie: non originano né dipendono da fattori precedenti (Malattia di Alzheimer, Demenza frontotemporale, Malattia di Pick, Demenza con corpi di Lewy, ecc.) Demenze associate a malattie neurologiche degenerative: ad es. demenza associata al morbo di Parkinson e la Corea di Hungtington Demenze secondarie: sono demenze collegate ad altre malattie ad es. vascolari, endocrino-metaboliche, epatiche, ecc. Demenze causate da malattie infettive e infiammatorie: ad es. meningiti, HIV, sclerosi multipla, encefaliti, ecc. Demenze causate da malattie da…

Demenze, Alzheimer, disturbo neurocognitivo