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Pubblichiamo un aggiornamento importante in materia di demenza e testamento. Con la sentenza del 28 gennaio 2015 n. 285, il Tribunale di Firenze ha stabilito i primi sintomi di una demenza, quali “disorientamento” e “confusione mentale”, non sono elementi sufficienti per invalidare il testamento olografo affermando che il testatore sia in uno stato di incapacità naturale. La sentenza rispecchia una precedente sentenza della Cassazione secondo la quale per annullare il testamento olografo non basta ”una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del de cuius” occorre piuttosto dimostrare che per via di “un’infermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto sia stato privo in modo assoluto, al momento della redazione dell’atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi” Per approfondimenti sul tema: Testamento: quali sintomi di demenza lo rendono nullo (laleggepertutti.it) Tribunale di Firenze: non bastano i primi segni di demenza per annullare…

View image | gettyimages.com Settimana scorsa, Wendy – una blogger con demenza di cui ho già parlato in diverse occasioni – ha pubblicato un articolo in cui descrive le sue difficoltà sensoriali causate dalla malattia. La cosa mi ha incuriosito perché in effetti, come osserva Wendy, pur avendo un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone con demenza, i problemi sensoriali spesso non vengono compresi o adeguatamente gestiti, con conseguenti danni sia per la persona che ne soffre e sia per chi la assiste o vive insieme a lei. Nel suo articolo, Wendy affronta l’argomento descrivendo sia la tipologia di problemi più comuni che vive quotidianamente, e sia eventuali soluzioni per eliminare o ridurre i disagi che ne conseguono. Ecco dunque cosa dice Wendy in proposito: Rumore – Da quando ho ricevuto la diagnosi, i miei sensi sembrano molto più sensibili al rumore. La percezione del rumore è per…

What Dementia Is To Me from Kreativity on Vimeo. Oggi condivido la testimonianza di una persona con demenza un po’ speciale. Si tratta dalla Dott.ssa Jennifer Bute, ex medico di base inglese che si è ammalata di Alzheimer quando aveva poco più di 57 anni ed è stata diagnosticata quando ne aveva 63. L’articolo è tradotto dal sito di una famosa blogger inglese, Pippa Kelly, che da tempo scrive di demenza, in veste di attivista e figlia di una persona ammalata di Alzheimer. In questo articolo, Pippa recensisce l’intervista che la Dott.ssa Bute ha recentemente rilasciato alla stazione radiofonica inglese BBB Radio 4 raccontando la sua esperienza e il suo impegno costante nel far conoscere la malattia al grande pubblico. Il video che vedete qui sopra ritrae la Dott.ssa Bute mentre parla della sua esperienza con l’Alzheimer e propone alcuni suggerimenti per convivere meglio con la malattia e comprendere il…

Settimana scorsa in questo blog ho parlato di pregiudizio associato alla demenza. Per spiegare meglio cosa significhi vivere lo stigma in prima persona, oggi condivido la storia di Paul, un signore britannico che nel 2012 dovette abbandonare la sua carriera di consulente informatico-finanziario quando gli fu diagnosticata un’atrofia corticale posteriore (PCA), una rara forma di demenza giovanile che solitamente si manifesta con difficoltà visive. All’epoca aveva 53 anni. Nonostante la malattia gli impedisca di svolgere diverse attività quotidiane e gli abbia fatto perdere un bel po’ di amici, oggi Paul continua a vivere una vita attiva e di senso dedicandosi alla pittura, facendo jogging insieme ai suoi nuovi amici podisti, ascoltando musica e tenendosi aggiornato su cosa succede nel mondo. Come altre storie condivise qui, l’esperienza di Paul ci restituisce dignità oltre il pregiudizio e la malattia. Buona lettura! Eloisa ——————- La storia di Paul Quando cominciarono i sintomi, non…