Cos’è la demenza?

Helen Rochford Brennan ha una diagnosi di demenza da malattia di Alzheimer
Helen Rochford-Brennan (al centro), Presidente dell’Irish Dementia Working Group e del European Dementia Working Group, con la Principessa di Danimarca Benedikte (a destra) e il Ministro della Sanità danese, Sophie Lohde Jakobsen. Helen è stata diagnosticata di demenza nel 2012. All’epoca aveva 62 anni.

“Demenza” è un termine generico con cui si indica una serie di sintomi causati da disturbi neurocognitivi che hanno origine nel nostro cervello.

I sintomi di una demenza possono includere un deterioramento della memoria o di altre funzioni cognitive (es. programmare o risolvere problemi, comunicare, orientarsi, reagire agli stimoli esterni, ecc.) in maniera tale da compromettere le capacità di svolgere le attività della vita quotidiana. I sintomi possono anche includere alterazione del modo in cui una persona si comporta o esprime le proprie emozioni.

A volte i disturbi neurocognitivi associati alla demenza possono derivare da cause reversibili, e quindi parzialmente o totalmente curabili, come ad nel caso di depressione, delirium, disfunzioni della tiroide, consumo eccessivo di alcolici o alcune insufficienze vitaminiche. Altre cause reversibili di demenza possono includere:

  • Dipendenza cronica o a lungo termine da sostanze (droghe, alcol, alcuni farmaci, ecc.)
  • Tumori che possono essere rimossi
  • Ematomi subdurali (accumulazione di sangue nello spazio intracranico; possono essere dovuti a traumi o ad abuso d’alcol, a crisi epilettiche o terapie con anticoagulanti) Idrocefalo normoteso (a pressione normale)
  • Disordini metabolici, ad es. creati da un’insufficienza della vitamina B12
  • Ipotiroidismo (una condizione causata da una tiroide ipoattiva, ovvero che non riesce a produrre ormoni tiroidei in quantità sufficienti a far funzionare normalmente il corpo)
  • Ipoglicemia (una condizione causata dal livello basso di zuccheri nel sangue).

Talvolta il disturbo neurocognitivo può essere causato dall’assunzione di alcuni farmaci. Non a caso, l’eventuale effetto avverso dei farmaci è una delle aree di valutazione quando si procede a una diagnosi differenziale di demenza. Semplificando un po’ si può dire che il danno cognitivo indotto-da-farmaci può manifestarsi sia sotto forma di delirium che di demenza. Mentre il delirium indotto-da-farmaci si riferisce allo sviluppo di uno stato confusionale acuto, la demenza implica più alterazioni croniche delle funzioni mentali. Il danno cognitivo indotto-da-farmaci è la causa reversibile più comune di confusione. Può essere relativo alla dose o, in alcuni casi di delirium, può essere dovuto a un’eccessiva sensibilità al farmaco stesso.

Si parla invece di demenza irreversibile quando le cause dei sintomi sono di natura degenerativa e quindi progressiva. In questi casi i sintomi tendono a peggiorare nel tempo man mano che le cellule cerebrali subiscono un danno e quindi muoiono.

Le cause di demenza irreversibile sono moltissime – la più diffusa è la malattia di Alzheimer che da sola riguarda circa il 50-60% di tutti i casi di demenza registrati al mondo. Altre cause sono:

Molti dei sintomi associati alle varie cause di demenza spesso tendono a sovrapporsi.

La demenza è una malattia che colpisce circa il 6% della popolazione italiana sopra i 65 anni, con un’incidenza che tende ad aumentare con l’avanzare dell’età. In alcuni casi la demenza colpisce anche persone più giovani – in questo caso si parla di demenza ad esordio precoce.

A tutt’oggi non si conoscono ancora le cause che portano a una demenza irreversibile. La scienza attuale ipotizza che si tratti di una combinazione di diversi fattori di natura fisiologica, genetica, ambientale o legata allo stile di vita. Anche se non esiste ancora una cura, esistono numerose terapie e interventi in grado di migliorare sensibilmente la qualità della vita degli interessati e dei familiari che li assistono.

Un accertamento medico tempestivo fa chiarezza sui sintomi, stabilendo la causa della malattia e gli eventuali percorsi terapeutici da intraprendere.

Per saperne di più:

P.S. A PROPOSITO DI DEMENZA E FARMACI
Le persone anziane sono particolarmente a rischio di interazioni farmacologiche avverse in quanto non solo spesso assumono molti farmaci (polifarmacia) per trattare diverse malattie o comorbilità ma, rispetto alla popolazione più giovane, hanno una capacità di reazione ai farmaci che li rende più vulnerabili agli effetti avversi (es. ridotto metabolismo ossidativo, ridotta funzionalità renale, ridotta capacità di mantenere un adeguato stato nutrizionale, ecc.). E’ inoltre opportuno tenere conto che il rischio di impatto sulle capacità cognitive aumenta con l’aumentare del numero di farmaci assunti. I principali farmaci che possono causare un decadimento cognitivo includono: analgesici (oppioidi e non oppioidi o FANS), anticolinergici, antidepressivi, antiepilettici, antiipertensivi, antistaminici, antiparkinsoniani, antipsicotici, benzodiazepine, corticosteroidi, fluorochinoloni, inibitori di pompa protonica (PPI), litio, terapia ormonale sostitutiva.

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