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La demenza è considerata a “esordio precoce” quando colpisce persone che hanno meno di 65 anni. La demenza è causata da una degenerazione dei tessuti cerebrali che può compromettere la capacità di pensare, comunicare, svolgere compiti quotidiani e ricordare. Anche la personalità, il comportamento e l’umore possono subire dei cambiamenti a causa del declino cognitivo. Non tutte le persone con demenza hanno gli stessi sintomi e vivono la malattia allo stesso modo. Le cause di demenza ad esordio precoce possono essere più rare e difficili da riconoscere. Ad esempio, anche nelle persone più giovani l’Alzheimer è la causa più frequente di demenza, tuttavia, rispetto alle forme con esordio tardivo (cioè che si manifestano nelle persone anziane), nell’Alzheimer a esordio precoce i problemi di memoria non sono il primo sintomo a essere rilevato. Altre cause frequenti di demenza esordio precoce includono: demenza vascolare, demenza frontotemporale, sindrome di Korsakoff (causata dalla mancanza…

Giulia Avancini è l’autrice del nuovo libro “Prendersi cura di un anziano fragile: guida pratica per il caregiver familiare” pubblicato da Erickson. Il libro è un piccolo ma prezioso manuale pratico per i familiari che si stanno prendendo cura dei loro cari anziani fragili o non-autosufficienti. Assistere un familiare anziano che vive una condizione di fragilità o di non autosufficienza significa mettere in gioco tante risorse che troppo spesso vengono date per scontate, se non addirittura svalorizzate, dalla nostra cultura sempre più “allergica” a qualsiasi forma di vulnerabilità. Lo stigma nei confronti dei nostri anziani ha origini proprio in questa avversione di fondo. Chi viene a contatto con una persona anziana fragile o è coinvolto nella sua cura, sia personalmente che a livello professionale, inevitabilmente vive le conseguenze di questa svalutazione sistemica che impregna tutti gli strati della nostra società. Parlare quindi del prezioso ruolo svolto da milioni di italiani…

Le considerazioni riportate in questo articolo hanno il duplice scopo di offrire una panoramica generale della relazione tra disturbo neurocognitivo, demenza e traumi cranici e allo stesso tempo invitare testimonianze e punti di vista da parte di chi ha subito commozioni di lieve o modesta entità praticando sport di contatto, o a coloro che conoscono persone che hanno avuto queste esperienze, al fine di contribuire a diffondere una cultura di prevenzione dei rischi legati a questi sport. Pubblichiamo questo articolo anche per offrire uno spazio dove potersi riconoscere e, possibilmente, chiedere una mano o un consiglio. Negli ultimi decenni si sono fatti enormi passi in avanti nella comprensione dei meccanismi che sottostanno alle patologie cerebrali come le demenze, identificandone diversi sottotipi e le loro peculiarità. In particolare, recentemente è cresciuto l’interesse per un campo della ricerca ancora poco esplorato, in cui si sta cercando di analizzare il collegamento tra demenza…

Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di Daniele che l’anno scorso ha perso la madre Gabriella dopo un decorso molto doloroso di demenza frontotemporale con SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Non aggiungo altro perché non ce n’è bisogno, la testimonianza di Daniele dice tutto quello che c’è da dire quando le esperienze sono tanto dolorose. Il mio nome è Daniele Lorenzoni, ho 24 anni e sono uno dei due figli di Gabriella, una donna forte, vulcanica che il 15 Luglio 2019 si è spenta all’età di 59 anni. Prima di testimoniarvi ciò che è accaduto a mia madre ed alla mia famiglia, voglio ringraziare l’associazione “Novilunio APS” per tutto ciò che fanno. È anche grazie alle  testimonianze da loro condivise  che ho trovato la forza per affrontare tutti gli ostacoli che la mia famiglia ed io abbiamo dovutoaffrontare.  La Demenza Frontotemporale con aggiunta della sclerosi laterale amiotrofica (SLA) se l’è portata via…