Categoria: 5. Tecnologie per la demenza

Il nostro gruppo di lavoro co-design e tecnologie
Nella foto, la sottoscritta vicino a Helena Quaid (moglie di Kevin), Miriam Brady accanto a suo marito Ronan Smith (ex Presidente dell’Irish Dementia Working Group), Kathy Ryan (attuale Presidente dell’Irish Dementia Working Group), Cristian Leorin (Presidente di Novilunio ed esperto di tecnologie assistive, Kevin Quaid (attuale Vice-Presidente dell’Irish Dementia Working Group)

Oggi parliamo dell’altra anima di Novilunio, quella dedicata allo sviluppo e alla promozione di tecnologie per persone con demenza, i loro familiari e caregiver. Negli scorsi cinque anni, l’area tecnologica della nostra associazione – capitanata dal nostro presidente ed esperto di tecnologie assistive, Cristian Leorin – ha continuato a lavorare a piccoli e grandi progetti che hanno coinvolto realtà sia italiane che internazionali.

5. Tecnologie per la demenza 8. Novilunio News

Il gruppo di studenti e relatori della Remind Summer School, ed. 2018
Gli studenti e i relatori della Remind Summer School del 2018. In prima fila, partendo da sinistra, Cristiano Paggetti di I+ di Firenze, Jayne Walsh dell’Università di Galway (Irlanda), Ronan Smith, Presidente del Gruppo di lavoro irlandese delle persone con demenza, sua moglie Miriam Brady, Kathy Ryan, Vice-Presidente del Gruppo irlandese delle persone con demenza e Christophen Nugent dell’Università di Ulster (Irlanda del Nord).

Forse non tutti sanno che uno degli obiettivi della nostra associazione è quello di favorire la progettazione e lo sviluppo di tecnologie digitali che aiutano a migliorare la qualità della vita delle persone con demenza. E’ proprio grazie alla nostra visione hi-tech della malattia che dall’anno scorso facciamo parte del progetto europeo “Remind”, in collaborazione con 15 organizzazioni internazionali che si occupano di ricerca e sviluppo di tecnologie per le persone con disabilità. Il progetto è finalizzato allo scambio di conoscenze e buone pratiche tra ricercatori universitari, aziende private e associazioni di pazienti e familiari per facilitare lo sviluppo di nuovi principi e modelli di intervento ad alto contenuto tecnologico progettati per assistere le persone con difficoltà di memoria e altre disabilità cognitive acquisite.

Una delle iniziative più innovative del progetto è la Summer School che viene organizzata ogni anno in Toscana, nella bellissima villa medicea di Artimino. La Summer School è un programma di studio intensivo per ricercatori e dottorandi specializzati in varie discipline – ingegneria, computer science, psicologia, infermieristica, terapia occupazionale, ecc. – e quindi interessati ad approfondire lo stato dell’arte delle tecnologie eHealth e mHealth (vale a dire le tecnologie digitali per la salute) da vari punti di vista. I docenti della scuola sono in parte gli stessi ricercatori senior che fanno capo al Consorzio Remind e in parte sono esperti esterni che si occupano di aree di ricerca e sviluppo complementari o collegate alle tecnologie per la salute.

Nell’edizione di quest’anno, che si è svolta dal 25 al 28 giugno scorsi, la scuola ha dato ancora una volta prova di essere un luogo di apprendimento ad elevato contenuto multidisciplinare, spaziando da interventi di approfondimento sullo stato dell’arte della robotica all’intelligenza artificiale, dalla psicologia cognitivo-comportamentale applicata alle app mediche e di lifestyle, agli aspetti etici delle tecnologie basate su sensori e sulla raccolta di big data. Ma la vera novità del 2018 è stata quella di inserire nel programma due esperti sul campo d’eccezione: Ronan Smith e Kathy Ryan, ovvero due persone che hanno una diagnosi di demenza da Alzheimer e che attualmente rivestono rispettivamente il ruolo di Presidente e Vice-Presidente del Gruppo di lavoro irlandese delle persone con demenza (Irish Dementia Working Group).

Kathy Ryan
Nella foto Kathy Ryan durante uno dei workshop organizzati per discutere i bisogni e le aspettative delle persone con demenza

Entrambi diagnosticati di demenza a esordio precoce, Kathy e Ronan hanno presentato al gruppo un’immagine della loro vita che va ben oltre lo stereotipo della persona con demenza a cui siamo abituati. Se da un lato è chiaro che la loro malattia, per quanto ancora in fase iniziale, è causa di

5. Tecnologie per la demenza 8. Novilunio News

Oggi vi propongo un articolo di Wendy Mitchell, una signora inglese con demenza a esordio precoce (Wendy ha 59 anni) che da quando ha ricevuto la diagnosi scrive un bellissimo blog sulla malattia e sui suoi sforzi quotidiani per vivere la sua vita al meglio possibile. Prima di lasciarvi al racconto, vorrei porre l’accento sul fatto che Wendy, così come Kate, Ken, Richard, e altre persone con demenza con cui sono in contatto in tutto il mondo, danno un’immagine ben diversa della malattia rispetto a quella che leggiamo sui giornali. Da un lato è chiaro che le loro difficoltà quotidiane possono essere enormi. Wendy ad esempio racconta di non ricordarsi di mangiare o di essere incapace di guardare programmi televisivi troppo complicati perché si distrae o non si ricorda il contenuto di tali programmi. L’amico di Wendy, Trevor, invece è capacissimo di leggere ma non di scrivere o di allacciarsi…

2. Informazioni per convivere (meglio) con una demenza 5. Tecnologie per la demenza

[N.B. I link dei prodotti sono stati aggiornati il 4 dicembre 2017] Oggi ho il piacere di condividere un articolo scritto dal nostro Vice-Presidente, Cristian Leorin, esperto di tecnologie assistive e docente presso l’Università degli Studi di Padova e l’Università di Modena e Reggio Emilia. In questo articolo, Cristian ci parla delle tecnologie GPS di ultima generazione per aiutare le persone con declino cognitivo o demenza a orientarsi quando sono fuori casa. Molte di queste tecnologie sono applicazioni o app e scaricabili gratuitamente o tramite abbonamento sul proprio smartphone. Altre invece, più sofisticate e adatte a persone con deficit cognitivi più gravi, sono state appositamente progettate sia per dare la possibilità ai familiari di rintracciare i propri cari con demenza quando sono fuori casa, in ogni momento della giornata, e sia per permettere alle stesse persone con demenza di poter uscire di casa con più tranquillità e sicurezza – certi,…

5. Tecnologie per la demenza

La teleassistenza è un servizio diffuso anche nel nostro paese, ma ancora poco compreso in tutte le sue potenzialità. Per una persona non completamente autosufficiente o anziana, avere a disposizione un intero staff di operatori a cui rivolgersi in qualsiasi momento del giorno o della notte può davvero salvare la vita oppure può evitare il rischio di incidenti e ricoveri temporanei o permanenti. L’autore del testo che segue, è nientemeno che il nostro Vice-Presidente, Cristian Leorin, esperto di tecnologie informatiche che assistono le persone con vari tipologie di disabilità. L’obiettivo del suo articolo è quello di fare chiarezza e incoraggiare soprattutto gli anziani soli o con una rete sociale di supporto limitata a richiedere un servizio di teleassistenza al proprio Comune di residenza affinché possano vivere nelle loro case il più a lungo possibile, in sicurezza e con maggiore serenità. Buona lettura, Eloisa —————————————- La tempestività dei soccorsi è l’elemento…

5. Tecnologie per la demenza