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Dopo la Dichiarazione di Glasgow di Alzheimer Europe, oggi condivido un altro importante documento pubblicato un paio di anni fa dall’associazione Alzheimer’s Disease International, in collaborazione con Bupa. Si tratta del Global Dementia Charter, ovvero della carta dei diritti delle persone con demenza intitolata “I can live well with dementia” – ovvero, posso vivere bene con una demenza – che riconosce 10 diritti fondamentali ai 47 milioni di cittadini del mondo che ad oggi convivono con questa malattia. Il documento riflette il punto di vista e l’esperienza persone con demenza, a partire dalla pre-diagnosi fino alle fasi finali della malattia, e include il sostegno ai familiari dopo il decesso del malato di demenza. Il duplice obiettivo è da un lato stimolare i governi di tutto il mondo a stilare piani programmatici a sostegno delle famiglie colpite dalla demenza e dall’altro indicare degli standard di riferimento per valutare i servizi sociali…

Oggi vi propongo un articolo di Wendy Mitchell, una signora inglese con demenza a esordio precoce (Wendy ha 59 anni) che da quando ha ricevuto la diagnosi scrive un bellissimo blog sulla malattia e sui suoi sforzi quotidiani per vivere la sua vita al meglio possibile. Prima di lasciarvi al racconto, vorrei porre l’accento sul fatto che Wendy, così come Kate, Ken, Richard, e altre persone con demenza con cui sono in contatto in tutto il mondo, danno un’immagine ben diversa della malattia rispetto a quella che leggiamo sui giornali. Da un lato è chiaro che le loro difficoltà quotidiane possono essere enormi. Wendy ad esempio racconta di non ricordarsi di mangiare o di essere incapace di guardare programmi televisivi troppo complicati perché si distrae o non si ricorda il contenuto di tali programmi. L’amico di Wendy, Trevor, invece è capacissimo di leggere ma non di scrivere o di allacciarsi…

E’ sempre un enorme piacere riportare buone notizie in questo blog. Nelle ultime settimane ne ho scovate ben due che restituiscono un po’ di speranza e senso a chi sta invecchiando e ha paura di ammalarsi di demenza. La prima notizia viene da Pistoia, o meglio a riportarla è stato Enrico Mossello, un ricercatore dell’Università di Firenze nel suo intervento durante il convegno nazionale sui centri diurni tenutosi il 15 e 16 maggio scorsi. Secondo Mossello alcuni recentissimi studi condotti in Gran Bretagna, Stati Uniti e Svezia hanno rilevato che negli ultimi anni la percentuale di ultraottantenni che soffrono di demenza si è ridotta. In particolare, gli studi dimostrano che gli 80enni di oggi invecchiano meglio, sia fisicamente che mentalmente, e quindi sono meno esposti al rischio di declino cognitivo. Questo è un dato importante perché gli 80anni in ambito medico sono considerati il “giro di boa” nelle forme più…

A proposito di mens sana in corpore sano, oggi condividiamo l’articolo pubblicato lo scorso 11 maggio sulla rivista “Panorama” sul ruolo che gioca una dieta mediterranea sana ed equilibrata – in questo caso ricca di olio extravergine e frutta secca – sulla salute del nostro cervello. Buona lettura! ————- Dieta mediterranea: fa bene anche al cervello Olio extra vergine o noci aiutano a ridurre il deterioramento della memoria e di altre funzioni cognitive di Marta Buonadonna Integrare la dieta mediterranea prevalentemente vegetariana con olio extra vergine di oliva o un mix di frutta secca, entrambi ricchi di antiossidanti, aiuta a migliorare la funzione cognitiva secondo i risultati di uno studio condotto sugli anziani in Spagna e pubblicato su JAMA Internal Medicine. La ricerca dimostra che esiste un’associazione tra le abitudini alimentari e le prestazioni cognitive. Associazione virtuosa da dimostrare Allo stress ossidativo (l’incapacità del corpo di liberarsi da solo dalle…