Categoria: Testimonianze e storie di vita

Il post di oggi è dedicato a una forma rara di demenza chiamata CADASIL. L’idea di questo articolo è nata da una precisa richiesta pervenutaci da Claudia, una signora che convive con questa malattia da quasi trentanni e che sta cercando di mettersi in contatto con altre persone che hanno ricevuto questa diagnosi. Se conoscete qualcuno con questa malattia – o voi stessi avete ricevuto una diagnosi di CADASIL – e desiderate mettervi in contatto con Claudia, potete scrivere un’email a info@novilunio.net o chiamarci al n. 327 071 9117. Nella seconda parte dell’articolo (scritta dal nostro Omar) abbiamo incluso qualche informazione in più sulle cause e i sintomi di questa malattia, apparentemente molto più diffusa di quel che dicono le statistiche epidemiologiche. Ma soprattutto, se potete, aiutateci a diffondere questo messaggio. Grazie anche da parte di Claudia, Eloisa La mia diagnosi di CADASIL: un approdo dopo quasi 30 anni di…

Demenze, Alzheimer, disturbo neurocognitivo Testimonianze di persone con demenza Testimonianze e storie di vita

Foto del libro di Gianni Zanotti, in viaggio con l' Alzheimer
La copertina del nuovo libro di Gianni Zanotti, “In viaggio con l’Alzheimer” edito da Carmignani Editrice (2019)

Oggi parliamo di uno dei nostri supereroi preferiti, Gianni Zanotti. Ve lo ricordate? Abbiamo già parlato di lui nel 2017, quando per caso abbiamo scoperto un suo video su YouTube e poi ne abbiamo recensito il suo primo libro intitolato ” La storia testarda e forse improbabile di un uomo in pensione” (Carmignani Editrice 2016).

Giusto per fare un riassunto per chi non conosce questo signore con i superporteri: Gianni ha quasi 80 anni, convive con una diagnosi di Alzheimer dal 2011, ha un lungo trascorso di sindacalista e attivista a Milano, dove ha vissuto per la maggior parte della sua vita. Da qualche anno risiede in uno splendido paesino in provincia di Pavia insieme a sua moglie Claudia. Da quando ne abbiamo parlato in questo blog, Gianni è diventato una vera e propria celebrity grazie all’incontro con il giornalista e autore Michele Farina il quale, oltre a scriverne sul Corriere della Sera, lo ha immortalato in un video-testimonianza e l’ha eletto testimonial dell’Alzheimer Fest.

Nel frattempo, in questi anni Gianni ha continuato a scrivere i suoi appunti di vita e malattia. Da quegli appunti ne è nato un memoir pubblicato l’anno scorso dalla stessa casa editrice con il titolo “In Viaggio con l’Alzheimer”.

Rispetto al libro precedente, in questo testo Gianni spiega più in dettaglio la sua vita con l’Alzheimer svelando tanti aspetti della malattia spesso elusi dall’immaginario comune:

  • Cosa significa dover accettare una realtà tanto difficile come l’Alzheimer?
  • E’ vero che una volta ricevuta la diagnosi non è più possibile coltivare i propri interessi? O trovarne di nuovi?
  • Le persone con demenza provano emozioni come noi?
  • Come si vivono i cambiamenti della loro malattia?
  • Sono consapevoli di quello che sta succedendo intorno a loro?
  • Di cosa hanno bisogno per andare avanti e sentirsi bene con se stessi e con gli altri?

Queste sono alcune delle domande a cui risponde Gianni spiegando con la sua caratteristica calma e gentilezza non solo il perché di tante sue reazioni e malesseri (sani e sacrosanti) ma anche le strategie di sopravvivenza che ha escogitato per se stesso per tenersi stretta la sua vita in tutti questi anni.

Letture consigliate, risorse e manuali Testimonianze di persone con demenza


Nella foto Chic, quando ha ricevuto la diagnosi di demenza a esordio precoce (o Alzheimer giovanile) ha scelto di parlarne apertamente con i suoi colleghi di lavoro e amici per spiegare i motivi del suo cambiamento. Chic è membro dell’organizzazione nonprofit YoungDementia UK che ha realizzato questo video e dal 1998 è impegnata a sostenere le persone con demenza a esordio precoce e le loro famiglie

Oggi abbiamo l’onore e il piacere di pubblicare un video realizzato da YoungDementia UK, l’organizzazione britannica sostiene le persone con demenza a esordio precoce e alle loro famiglie e ne promuove i diritti a livello nazionale. Il video è parte della serie “Adapt” che ha lo scopo di educare e informare sulla demenza che colpisce le persone sotto i 65 anni.  Il video include interviste a persone con demenza che discutono su un tema estremamente delicato: a chi e come riferire della propria diagnosi. 

Il tema della comunicazione della diagnosi, in psicologia come in medicina, si svolge su un terreno ancora incerto dove molti professionisti ancora non sanno secomequando e con che strumenti comunicare la diagnosi al paziente e ai familiari. 

La videoteca di Novilunio Testimonianze di persone con demenza

Stella e Carmine
Nella foto Stella e suo marito Carmine nel 2016, l’anno in cui Carmine ha ricevuto la diagnosi di demenza frontotemporale

L’intervista di oggi è stata dolorosa da scrivere e immagino lo sarà anche da leggere. Non tanto perché parla di un’esperienza particolarmente drammatica di demenza frontotemporale, quanto invece per tutto quello che ci sta attorno: ovvero la sensazione di vivere in un mondo in cui la carenza di risposte tempestive e concrete è pervasiva e l’abbandono delle famiglie va ben oltre l’assurdo.

Anche questa volta, il doppio pregiudizio, demenza non-Alzheimer ed esordio in età giovanile, si è rivelato micidiale. Non solo ci sono voluti anni perché i medici riconoscessero i sintomi della malattia di Carmine, diagnosticato a soli 48 anni. Ma anche quando i suoi sintomi avevano una causa e un nome, tanti addetti ai lavori che avrebbero dovuto aiutarlo si sono invece comportati come se avessero avuto a che fare con un morbo misterioso venuto dallo spazio.

Eppure la demenza frontotemporale è una delle prime cinque tipologie di demenza al mondo. Milioni di persone ne sono affette. Anche in Italia, a occhio e croce, le persone con questa diagnosi dovrebbero essere intorno a qualche centinaia di migliaia. Ciononostante, quando le persone con questa forma di demenza vengono ricoverati in ospedale o davanti alle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità vengono rifiutati dal sistema.

Nemmeno i servizi sociali e il sistema socio-assistenziale spesso fanno fatica a rispondere in maniera adeguata per evitare che le famiglie si sgretolino sotto il peso dell’impatto della malattia. Ad oggi Carmine è ancora in attesa di ricevere l’indennizzo di accompagnamento previsto per legge per chi non è più auto-sufficiente. Nel frattempo da oltre un anno vive in una struttura residenziale, assistito 24 ore su 24. La cosa più grave è che la sua storia non è l’eccezione: in molte aree d’Italia – e non parlo solo del Sud, ma anche del nostro ricco Nord e del Centro – per chi è colpito da una demenza che non si chiama Alzheimer e che colpisce in giovane età, l’abbandono da parte delle istituzioni (e spesso anche dal resto della società) è la regola.

E quindi, ancora una volta, faccio un appello ai nostri politici locali, regionali e nazionali: servono finanziamenti e piani di intervento concreti – è davvero assurdo che nel nostro Bel Paese continuino a ripetersi situazioni come quelle di Stella e Carmine. Le demenze a esordio precoce stanno aumentando, far finta di nulla, magari sperando che il problema vada via da solo, è come cercare di fermare uno tsunami con una mano.


La testimonianza di Stella e Carmine

Carmine e Stella
Carmine e Stella al centro SUAP dov’è ricoverato Carmine dalla scorsa primavera

Ciao Stella, come vuoi presentarti?

Sono Stella, ho 44 anni, sono sposata a Carmine da 18 anni ma in realtà stiamo insieme da 22 anni. Abbiamo due figli di 17 e 12 anni, Alfonso e Daniele. Insieme viviamo a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, una città molto solare e bella, sia da visitare che da vivere.

Che lavoro fai?

Lavoro come insegnante di sostegno alla scuola materna. Anche se è un impiego a tempo determinato, il mio lavoro è molto importante per me…. anche perché è stato un traguardo faticoso da raggiungere – tra l’altro in un periodo molto difficile per la mia famiglia perché era proprio il periodo in cui mio marito cominciava a mostrare i primi sintomi di malattia.

Testimonianze di familiari