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Agnes Houson, Vice-Presidente del European Person With Dementia Working Group di Alzheimer Europe
Agnes Houson, Vice-Presidente del European Person With Dementia Working Group di Alzheimer Europe. Agnes si è ammalata di demenza nel 2006 all’età di 57 anni

LA MALATTIA DI ALZHEIMER
La malattia di Alzheimer è la causa di demenza più diffusa nel mondo e rappresenta circa il 60% dei casi. E’ una malattia degenerativa progressiva  del cervello caratterizzata dalla morte delle cellule cerebrali. La graduale degenerazione causa a una restringimento e atrofia di alcune aree del cervello. Si ipotizza che l’Alzheimer sia provocato dalle proteine beta-amiloide e tau derivanti da processi metabolici difettosi che causano la morte delle cellule cerebrali.

La malattia si manifesta in maniera differente da persona a persona. I sintomi iniziali possono includere difficoltà nell’apprendere, pensare, identificare oggetti, comunicare, nel ricordare parole o concetti, nel ritrovare oggetti di uso quotidiano, o nel portare a termine compiti consueti.

La persona affetta anche da una forma lieve di Alzheimer può apparire confusa, avere comportamenti strani o inconsueti, sbalzi di umore (dall’apatia all’aggressività), presentare difficoltà di valutazione delle situazioni, trascurare l’igiene e il proprio aspetto, isolarsi da amici e familiari.

Il decorso della malattia è caratterizzato da tre fasi:

  1. Fase precoce o lieve: la persona fa fatica a ricordare fatti recenti, a trovare la parola giusta, a prestare attenzione, a ricordare il nome di persone, luoghi e oggetti, a organizzare e pianificare attività quotidiane, come ad es. fare la spesa, preparare il pranzo, pagare le bollette.
  2. Fase intermedia o moderata: la persona è sempre più spesso disorientata, ad esempio confondendo la data corrente o il luogo in cui si trova, fa fatica ad apprendere o memorizzare nuove informazioni, ha difficoltà a comprendere le parole e a parlare, e ha un bisogno crescente di assistenza per svolgere funzioni basilari come mangiare, vestirsi, andare in bagno, ecc. Possono insorgere anche disturbi del comportamento come aggressività, apatia, vagabondaggio, frugare nei cassetti e armadi, ecc.
  3. Fase terminale: la persona è sempre meno autonoma e incapace di relazionarsi e muoversi. E’ spesso confinata tra letto e poltrona, incapace di alimentarsi e controllare urina e feci.  Ha una capacità sempre più limitata di riconoscere anche i familiari e le persone più vicine.

 

LA DEMENZA VASCOLARE O MULTI-INFARTUALE (MID)
E’ la seconda causa della demenza ed è associata a scompensi nell’irrorazione di sangue nel cervello che provocano lesioni cerebrali multiple (lesioni ischemiche).

L’insorgenza della malattia può essere relativamente improvvisa e preceduta da infarti che possono danneggiare aree cerebrali responsabili di una funzione specifica o essere la causa di sintomi associati alla demenza che potrebbero essere confusi con la malattia di Alzheimer.

I sintomi di una demenza vascolare possono essere molto diversi a seconda dell’area del cervello colpita. Ad esempio possono insorgere difficoltà nell’equilibrio e di spostamento o movimento (deambulazione), difficoltà nella comunicazione, attenzione e ragionamento, sbalzi d’umore e depressione, debolezza, crisi epilettiche. A differenza della malattia di Alzheimer, i disturbi della memoria possono NON essere il sintomo principale.

Esistono diverse forme secondarie di demenza vascolare:

  • ictus o infarto cerebrale: si verifica quando l’irrorazione sanguigna comporta il danneggiamento di aree cerebrali.
  • multi-infarti: si manifesta con numerosi piccoli disturbi di vascolarizzazione (o infarti) che distruggono piccole aree del cervello.
  • small vessel disease: nota anche con il nome di “morbo di Binswanger”, è

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

6. Demenza, Alzheimer e declino cognitivo

5. Tecnologie per la demenza

casa

Un declino cognitivo o una demenza può non solo cambiare radicalmente il modo cui si vive l’ambiente che ci circonda ma può anche compromettere la capacità di svolgere le azioni più semplici della nostra vita quotidiana:

  • facendoci perdere l’orientamento anche nei luoghi più familiari.
  • facendoci dimenticare la data corrente, la funzione di oggetti comuni, l’identità di persone conosciute o le azioni necessarie per prepararci un risotto, vestirci, lavarci o farci la barba.
  • rendendo alcuni oggetti invisibili alla nostra vista.
  • facendoci scambiare un’ombra per un intruso o un pavimento appena lavato per una superficie ghiacciata.
  • facendoci dimenticare di avere aperto il rubinetto o acceso il fornello per farci il caffè.

Quando si convive con questo tipo di problemi, adattare l’ambiente consente di rimanere più indipendenti senza mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella dei familiari che vivono insieme a noi.

2. Informazioni per convivere (meglio) con una demenza 3. Risorse per i familiari e i caregiver

8. Novilunio News