Dopo la diagnosi: le testimonianze delle persone con demenza

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Oggi condivido un video prodotto dall’associazione Alzheimer Society of Ireland con le testimonianze di Sean e Helen, entrambi con una diagnosi di demenza.

Ho scelto questo video perché tocca due degli argomenti più difficili riguardanti la demenza, vale a dire l’impatto della diagnosi e la paura di raccontare e accettare la malattia.

Come dice Helen, colpita da Alzheimer ad esordio precoce all’età di 55 anni, l’Alzheimer – e tutte le demenze in generale – hanno un impatto devastante sia sulle famiglie che sulle persone che si ammalano di questa malattia. Ciononostante, per non cadere nell’oblio e nella disperazione, è importante non perdersi d’animo e cercare il più possibile di portare avanti le proprie attività e impegni quotidiani, trovando nuove strategie per aggirare i problemi derivanti dai deficit di memoria.

Ci sono tante cose che si possono fare per continuare a vivere una vita degna di significato, c’è chi riscopre i propri sogni nel cassetto e c’è chi ne approfitta per trascorrere più tempo nella natura o insieme ad altri che hanno problemi simili o che possono aiutare…

C’è ancora tanta vita da vivere dopo una diagnosi di demenza, Sean e Helen ne sono una bellissima testimonianza.

Buona visione!

Eloisa

Ps. Come di consueto, ho semplificato molte frasi per rendere i sottotitoli più leggibili. Spero di non aver fatto troppi errori: a volte l’accento irlandese può essere un po’ ostico da capire…

2 Comments

  1. CARLA BIGNAMI said:

    Interessantissimo sentire le testimonianze di chi ha la demenza e ti può spiegare come aiutarlo..rende il lavoro di cura molto più mirato ai loro bisogni sia fisici che psicologici.Grazie davvero per questo importante lavoro di comunicazione e co divisione.

    21/02/2018
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    • Eloisa said:

      Grazie Carla. Inclusione e sensibilizzazione hanno un senso solo quando riflettono i punti di vista di tutti i protagonisti, a partire dalle persone che vivono la malattia sulla propria pelle. Speriamo un giorno di questi di riuscire a condividere sempre più testimonianze italiane. Farebbero una bella differenza e incoraggerebbero tante persone a uscire dall’emarginazione.

      22/02/2018
      Reply

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