Le relazioni (potenzialmente) pericolose tra emozioni, cuore e cervello

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Oggi vi segnalo un articolo apparso qualche giorno fa sul blog di Pierangelo Garzia, Neurobioblog, connessioni cervello, mente e corpo, e che riguarda la relazione tra cuore e cervello e l’impatto delle nostre emozioni sulla nostra salute e longevità. Come sottolinea Gianfranco Parati, primario di cardiologia all’Istituto Auxologico di Milano e ordinario di malattie dell’apparto cardiovascolare all’Università di Milano-Bicocca, “non c’è cuore senza cervello”.  In altre parole, la stretta connessione tra cervello e mente non passa solo attraverso il nostro sistema nervoso, ma è anche fortemente influenzato da come reagiamo emotivamente a tutto ciò che viviamo nella nostra vita quotidiana:

un sussulto emotivo della mente, e quindi del nostro sistema nervoso, ha immediate ripercussioni sul sistema circolatorio e sul cuore. Alcune persone sono più sensibili e reattive di altre. Sono quelle che da sempre definiamo più emotive. Sono anche più soggette allo stress. Meno in grado di gestirlo e di evitarne gli effetti deleteri. Il cuore si contrae e si espande come la vita, non solo per consentire la circolazione del sangue, il nostro fluido vitale, verso ogni distretto dell’organismo, ma anche a seguito di ogni emozione che attivi i nostri neuroni.

Anche se non ce ne accorgiamo, i continui stimoli emotivi che viviamo ogni giorno – dallo stress al benessere, dalla rabbia alla gioia – hanno un enorme impatto sulla pressione arteriosa e quindi sul nostro cuore. Una persona esposta a stress continui, trasferisce le conseguenze delle tensioni che sta vivendo letteralmente sul proprio cuore e sul proprio sistema nervoso.

Naturalmente questa è una logica che deve essere compresa con tutte le variabili del caso, sia perché ognuno di noi scarica stress e ansia in maniera diversa, e sia perché la predisposizione al rischio di disturbi cardiovascolari dipende anche da un insieme di fattori congiunti di carattere genetico, ambientale e psicologico. Gli effetti dello stress prolungato possono portare alla cronicità di una miriade di disturbi psicofisici. Nel caso però di forte stress improvviso, le persone che sono già a rischio parziale di disturbi cardiovascolari,

… vanno incontro ad eventi mortali decisamente maggiori che non nella vita quotidiana. Nella cronaca abbiamo avuto anche esempi recenti di quello che un tempo veniva popolarmente chiamato “crepacuore” e che oggi la medicina definisce sindrome di Tako-Tsubo, o cardiomiopatia da stress (solitamente un prolungato, forte e stressante impegno lavorativo, oppure la morte improvvisa di una persona a cui segue a poca distanza, a volte ore, un giorno, anche il decesso di un partner, o di un congiunto stretto).

La versione integrale dell’articolo è disponibile a questo link: http://goo.gl/sLE0Li

Per saperne di più sulla correlazione tra malattie cardiovascolari e salute cerebrale, vi segnalo 3 articoli pubblicati dall’Associazione Alzheimer Riese X:

Buona lettura!

Eloisa

2 Comments

    • Eloisa said:

      Articolo molto interessante. Grazie Alessia!

      16/04/2015
      Reply

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