Prendersi cura di chi è affetto da una demenza

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Il termine demenza si riferisce a una serie di sintomi caratterizzati da una progressiva perdita delle capacità cognitive che riguardano principalmente la memoria, la comunicazione e la capacità di svolgere attività quotidiane.

Le continue sfide imposte da un declino cognitivo possono compromettere la qualità della vita di chi ne è affetto, provocando emozioni profondamente dolorose e spesso contrastanti. Ciononostante, è possibile vivere una vita soddisfacente e dignitosa anche quando il danno cerebrale ha compromesso una buona parte delle nostre funzioni ordinarie.

La vita offre molte gratificazioni e sfide per tutti.
Le persone con demenza non fanno eccezione.

Uno dei fattori cruciali che può influire drasticamente sulla qualità della vita sia di chi è malato e sia di chi assiste è conoscere la malattia da vicino, sapere cosa significa conviverci in prima persona, comprendere il suo impatto sui vari aspetti della vita di tutti i giorni, e adottare soluzioni in funzione delle necessità del momento.

Un’educazione sensibile, completa di informazioni e strumenti per gestire al meglio le varie criticità che possono emergere durante la malattia, consente alle persone di organizzarsi meglio e con più tranquillità di fronte alle difficoltà.

Un decadimento cognitivo richiede un adattamento
progressivo delle proprio stile di vita e ambiente quotidiano.

Per chi vive la malattia in prima persona, adattarsi significa essere consapevoli delle proprie risorse e dei propri limiti, ricorrendo a strategie compensative e strumenti che permettono di mantenere il più possibile le proprie abitudini e interessi, conservando il massimo livello di autonomia.

Per chi invece assiste una persona affetta da una demenza o da una malattia come l’Azheimer, adattarsi significa modulare le interazioni con la persona assistita in modo da ridurre lo stress e l’ansia causati dalla malattia. A tal fine è essenziale che tale supporto sia personalizzato alle specifiche necessità e interessi della persona malata e siano finalizzate a incoraggiare il più possibile indipendenza e libera scelta nelle decisioni, nei limiti della sua sicurezza personale.

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